Dal 12 ottobre al 13 dicembre torna Cibo di Mezzo, il progetto gastronomico che mette in rete ristoranti, chef e produttori del territorio. Undici insegne, due nuovi ingressi e, per la prima volta, anche una proposta da vivere a domicilio.
Undici edizioni sono un traguardo che racconta qualcosa di più della longevità di un’iniziativa. Raccontano la capacità di costruire relazioni, coinvolgere professionisti della ristorazione e dare continuità a un progetto che trova nel territorio bresciano (con qualche eccezione per i produttori) il proprio filo conduttore.
Dal 12 ottobre al 13 dicembre torna la rassegna autunnale di Cibo di Mezzo, con undici ristoranti coinvolti e altrettanti modi di interpretare la cucina attraverso menu degustazione pensati per valorizzare il lavoro degli chef e le produzioni locali.
I ristoranti partecipanti, tutti ubicati in provincia di Brescia, sono Aroma, Cadebasi, Due Colombe, Duo, Ela/Al Malo, La Farmacia Bistrot, L’Amarena ai Campiani, La Speranzina, Opinabile, Saur e Tamì. Due le nuove insegne che entrano nella rete per l’edizione 2026: La Farmacia Bistrot e Opinabile, con gli chef Pasquale Tozzi e Luca Lanciani.
La formula prevede menu degustazione da 80 o 120 euro, tutto incluso, previa prenotazione, in base alla disponibilità dei ristoranti. Ogni locale propone il proprio percorso, in una formula che permette di attraversare sensibilità gastronomiche differenti, mantenendo un legame comune con le materie prime e le realtà produttive del territorio.
Uno degli aspetti più interessanti di Cibo di Mezzo è proprio la dimensione collettiva del progetto. I menu non sono soltanto occasioni per conoscere le cucine dei ristoranti aderenti, ma anche uno strumento per raccontare una filiera fatta di produttori, vini e prodotti selezionati.
Un patrimonio di relazioni che nel tempo ha trovato spazio anche in altri momenti di incontro e convivialità, come l’evento organizzato al Museo Mille Miglia e le altre iniziative che hanno accompagnato il percorso del progetto.
Il territorio, dunque, non rimane sullo sfondo come semplice riferimento geografico: entra nei menu, nelle scelte degli chef e nella selezione dei prodotti che accompagnano ogni degustazione. È un modo per mettere in dialogo chi cucina e chi produce, dando visibilità a competenze e realtà che contribuiscono a definire l’identità gastronomica locale.
L’edizione 2026 introduce anche una nuova possibilità: vivere l’esperienza di Cibo di Mezzo a casa propria, grazie alla proposta della chef Denise Gottani.
Un’estensione della formula che porta il progetto oltre gli spazi della ristorazione, mantenendo al centro la cucina e il valore dell’esperienza gastronomica.
Le prenotazioni si effettuano direttamente sul sito cibodimezzo.it, dove è possibile consultare il calendario delle disponibilità e trovare la descrizione e le fotografie di tutti i piatti proposti dai ristoranti.
Tanti percorsi degustazione, undici ristoranti e un territorio da scoprire attraverso il lavoro di chi lo cucina e di chi lo produce. Cibo di Mezzo torna così a mettere “intorno allo stesso tavolo” una comunità gastronomica, facendo della collaborazione il suo ingrediente più riconoscibile.