Ci troviamo a Dossena (Bergamo), in media Valle Brembana, a pochi chilometri dal fondovalle. Salire fin qui è come percorrere una strada che viaggia nel tempo. Non nel susseguirsi di giorni, mesi o anni, ma nella velocità con cui il tempo stesso sembra scorrere.
Le grandi arterie della valle lasciano spazio a strade strette e tortuose che si inerpicano tra prati e pascoli. Le case si fanno rade, i centri abitati sempre più piccoli. Attorno, le Orobie bergamasche occupano lo sguardo e ricordano che qui la montagna non è solo un paesaggio, ma un modo di vivere.
L’allevamento è ancora una presenza concreta e diffusa. Non soltanto per la produzione di latte, ma come parte integrante dell’identità di queste terre. A Dossena ho incontrato tre aziende agricole che trasformano direttamente il latte dei propri animali in formaggio. Realtà diverse tra loro, accomunate da un elemento che non passa inosservato: il ruolo centrale delle donne.
Laura
Laura è il volto dell’azienda agricola Gamba Ovidio, che porta il nome del marito e dell’azienda di famiglia. Insieme hanno scelto di investire nell’allevamento di bovine da latte e nella trasformazione di parte della produzione.
Le circa 35 vacche allevate in azienda forniscono il latte con cui nascono stracchini, formaggi freschi, semi-stagionati e il Minadùr, una specialità che trova la propria identità nelle miniere di Dossena, dove viene lasciata maturare.
Accanto alla stalla e al caseificio, uno spaccio aziendale permette di acquistare direttamente i prodotti.





Elda
Pochi chilometri più in là si trova la Gamba Farm, condotta da Elda insieme al fratello Beppe.
Anche qui il lavoro quotidiano ruota attorno a una quarantina di vacche da latte. Una parte della produzione viene trasformata direttamente in azienda in formaggi tipo Branzi, stracchini e formaggelle.
Una realtà di dimensioni contenute, dove allevamento e trasformazione continuano a rappresentare una scelta precisa: dare valore al latte prodotto in montagna senza allontanarlo dal territorio in cui nasce.






Elisa
La più giovane delle tre è Elisa. Ha ventisei anni e, dopo gli studi in agraria, ha compiuto una scelta che oggi appare quasi controcorrente: lasciare la pianura per trasferirsi in montagna e rilevare una piccola baita.
Nasce così l’azienda agricola La Mora.
Qui vivono 23 capre di razza Camosciata delle Alpi, insieme a maiali, cavalli e galline. Ogni animale ha un nome e viene seguito fin dai primi giorni di vita. Dal latte di capra Elisa ricava yogurt, panne cotte, stracchini, formaggi a crosta fiorita e stagionati.
La mattina è possibile acquistare i prodotti dell’azienda, ma il modo migliore per conoscere questa realtà è fermarsi per una degustazione, circondati da uno dei panorami più suggestivi della valle.




Una rete che crea valore
Tre aziende diverse. Tre storie diverse. Tre donne che, ogni giorno, trasformano il lavoro di allevamento in prodotti capaci di raccontare il territorio da cui provengono.
Ma la loro storia non si ferma ai confini delle rispettive aziende.
I formaggi di queste realtà entrano infatti nella cucina dell’Ostello Brembo di Camerata Cornello, dove Alessandro, Mirko e Fabrizio costruiscono i propri piatti partendo dai prodotti locali. Le tre aziende fanno parte di una rete composta da circa 140 produttori del territorio, un sistema che mette in relazione agricoltura, trasformazione e ristorazione.
Un progetto che dimostra come la valorizzazione delle produzioni locali non sia soltanto una dichiarazione d’intenti, ma una pratica concreta.
In un piccolo paese di montagna come Dossena, la bellezza del paesaggio e la tutela del lavoro artigiano continuano così a camminare insieme.