Con-dire Magazine Con-dire Magazine
  • Home
  • Chi siamo
  • Luoghi
  • Cultura del cibo
    • Interpretazione d’autore
    • Cibo di mezzo
    • Il prodotto
    • Assaggiamo per voi
    • Dietro le quinte
    • Food experience
  • Condire Food Experience
  • Sostenitori
  • Contatti
0
0
Con-dire Magazine Con-dire Magazine
Con-dire Magazine Con-dire Magazine
  • Home
  • Chi siamo
  • Luoghi
  • Cultura del cibo
    • Interpretazione d’autore
    • Cibo di mezzo
    • Il prodotto
    • Assaggiamo per voi
    • Dietro le quinte
    • Food experience
  • Condire Food Experience
  • Sostenitori
  • Contatti
  • Cultura del cibo
  • Interpretazione d'autore
  • Pesce

La triglia di scoglio, le versioni di Marco: composta e scomposta

  • 12 Aprile 2023
  • Lara Abrati
Total
0
Shares
0
0
0

La triglia di scoglio è un pesce che  si ritrova spesso nei menu dei ristoranti che si dedicano alla cucina di ricerca. Un pesce che vive a ridosso dei fondali rocciosi, da non confondersi con la medesima specie che vive in fondali sabbiosi, meno pregiata e molto meno costosa. La prima, viene prevalentemente pescata (in Italia) nel Tirreno e nei mari con fondale roccioso; si caratterizza per l’avere un colore acceso e delle lievi striature longitudinali gialle, che in quella di fango, pescata prevalentemente nell’Adriatico, mancano. Anche la dimensione e la forma sono leggermente diverse: le triglie di scoglio sono più piccole e con il dorso curvo.

Le sue carni presentano una quantità di grasso non trascurabile: è infatti considerato un pesce semi-grasso. Caratteristica che le dona succulenza e sapore, nonostante sia comunque un pesce nutrizionamente adatto ad ogni esigenza dietetica, grazie anche all’importante presenza delle proteine. Un pesce molto delicato da trattare e cuocere, un po’ meno nell’aroma, che si presenta deciso nella triglia di fango e, sempre di carattere, ma più delicato, nella triglia di scoglio. La presenza di fini e numerose lische richiede una lavorazione certosina per la preparazione dei filetti.

Il suo colore e le sue caratteristiche la rendono perfetta per numerose preparazioni, per divertirsi con gli abbinamenti e la composizione del piatto. E lo sa bene lo chef Marco Stagi di Bolle Restaurant di Lallio (Bg) che ha deciso di farne un sandwich… composto, ma anche scomposto. Una versione dal consumo veloce, da mangiare con le mani, e una con gli ingredienti divisi, ben disposti e impiattati. Stessi ingredienti, due interpretazioni diverse, due approcci così simili, ma allo stesso tempo così differenti.

Per giocare un po’ con questa materia prima che piace tanto e piace sempre.

Sandwich di Triglia, radicchio tardivo, caprino e agrodolce di mare

Un bel piatto dalla forma tonda è pronto per ospitare il sandwich di triglia, quello scomposto. Un piatto che comprende un panino al vapore che vuole assomigliare a una tigella. La morbidezza del panino ben si sposa alla sua croccantezza esterna, data dal suo passaggio in padella. Al suo fianco, il radicchio trevisano tardivo cotto in una riduzione di barbabietola per avvolgere piacevolmente l’amaro con la sua innata dolcezza. A finire il vegetale, qualche punta di gel di cipolla rossa, una riduzione di formaggio caprino (che si riferisce alla coaugulazione acida e non alla provenienza del latte) bergamasco prodotto con latte di capra e l’olio all’erba cipollina.

Infine lei, la protagonista. La triglia, scaloppata da cruda e cotta in lampada. Il calore la sfiora appena, cuocendola lentamente quasi fosse un confit. Le sue carni rimangono così succose e morbide, perfette da assaporare nella loro gustosità. A dare forza alla materia prima principale, la riduzione di triglia, al centro del piatto.

Capita anche che il sandwich si ricomponga. E allora arriva lui, da mangiare rigorosamente con le mani. Obbligatorio leccarsi le dita!

La triglia: un pesce dalle caratteristiche meravigliose. Un pesce tanto delicato nelle sue carni, tanto intenso di sapore e aroma. Una materia prima incredibilmente buona.

Parole Lara Abrati

Foto di Matteo Zanardi

Total
0
Shares
Share 0
Tweet 0
Pin it 0
Avatar photo
Lara Abrati

Articolo Precedente
  • Luoghi

Mologni: una garanzia per il gelato sul Sebino

  • 5 Aprile 2023
  • Lara Abrati
Leggi qui
Articolo Successivo
  • Carne
  • Cultura del cibo
  • Il prodotto

Il codone e la Denver: le bistecche buone e low cost

  • 20 Aprile 2023
  • Lara Abrati
Leggi qui
You May Also Like
Leggi qui
  • Cultura del cibo
  • Il prodotto

World Cheese Awards 2025-26: lo stracchino di Capoferri è medaglia d’argento

  • Lara Abrati
  • 21 Gennaio 2026
Leggi qui
  • Cultura del cibo
  • Dietro le quinte

Il risotto: come si prepara e quello giallo con ossobuco e gremolada

  • Lara Abrati
  • 15 Gennaio 2026
Leggi qui
  • Carne
  • Cultura del cibo
  • Interpretazione d'autore

Il manzo all’olio: inusuale e allo stesso tempo confortevole

  • Lara Abrati
  • 8 Gennaio 2026
Leggi qui
  • Cultura del cibo
  • Dietro le quinte

Cosa è la viticoltura eroica e il ruolo del CERVIM

  • Lara Abrati
  • 18 Dicembre 2025
Leggi qui
  • Cultura del cibo
  • Dietro le quinte

Il codice sensoriale del panettone: guida all’assaggio (e all’acquisto)

  • Stefania Pompele
  • 16 Dicembre 2025
Leggi qui
  • Cultura del cibo
  • Interpretazione d'autore

L’Afternoon Tea, il non rito inglese e gli scones di Emma

  • Giulia Ubaldi
  • 11 Dicembre 2025
Leggi qui
  • Cultura del cibo
  • Dietro le quinte

Brunch: il pasto anticonvenzionale e anche un po’ eccentrico

  • Lara Abrati
  • 3 Dicembre 2025
Leggi qui
  • Cultura del cibo
  • Interpretazione d'autore

Daniela e il suo risotto alla milanese con oss bus

  • Giulia Ubaldi
  • 28 Novembre 2025
Newsletter

Iscriviti alla nostra Newsletter e riceverai un goloso OMAGGIO  tutto da sfogliare (virtualmente)!

Con-dire Magazine Con-dire Magazine
Con-dire Magazine: racconti, materie prime, assaggi, luoghi, cibo, persone, eventi.

© Copyright 2025 - P. Iva 03838370165

Privacy Policy e Cookie Settings

Inserisci la chiave di ricerca e premi invio.