Con-dire Magazine Con-dire Magazine
  • Home
  • Chi siamo
  • Luoghi
  • Cultura del cibo
    • Interpretazione d’autore
    • Cibo di mezzo
    • Il prodotto
    • Assaggiamo per voi
    • Dietro le quinte
    • Food experience
  • Diventa sostenitore
  • Sostenitori
  • Condire Food Experience
  • Contatti
0
0
Con-dire Magazine Con-dire Magazine
Con-dire Magazine Con-dire Magazine
  • Home
  • Chi siamo
  • Luoghi
  • Cultura del cibo
    • Interpretazione d’autore
    • Cibo di mezzo
    • Il prodotto
    • Assaggiamo per voi
    • Dietro le quinte
    • Food experience
  • Diventa sostenitore
  • Sostenitori
  • Condire Food Experience
  • Contatti
  • Cultura del cibo
  • Dietro le quinte

Il risotto: come si prepara e quello giallo con ossobuco e gremolada

  • 15 Gennaio 2026
  • Lara Abrati
Total
0
Shares
0
0
0

Si fa presto a dire risotto, ma in realtà sono davvero tantissime le variabili esistenti sia negli ingredienti che nel modo di prepararlo. Ecco alcuni consigli per cucinarlo a casa senza fare brutte figure.

Questo è un piatto davvero controverso perché piace praticamente a tutti, ma spesso sono molti quelli che non lo sanno preparare. Troppo cotto, troppo duro, troppo salato, poco saporito, all’apparenza bollito. Questi solo alcuni dei problemi che possiamo riscontrare in un risotto preparato male. Anche ordinare un risotto al ristorante non è spesso la scelta più azzeccata, soprattutto se dall’ordine passano pochi minuti di attesa: vuol dire che il risotto non è preparato in modo espresso e, sicuramente, è soggetto a una precottura per poi essere mantecato secondo la ricetta solo al momento dell’ordine. Questo vuol dire che avrà perso la maggior parte dell’amido rendendo necessario un’aggiunta importante di materia grassa (che sia burro o, purtroppo, panna): così facendo non solo in un certo senso si snatura la preparazione, ma il grasso presente nel piatto potrebbe rivelarsi tutt’altro che gradito al nostro organismo mettendo a dura prova la nostra digestione e il nostro benessere.

Esistono molti locali dove poter gustare un buon risotto, e se c’è da aspettare, sappiate che è per il vostro bene; l’obiettivo è infatti servire un piatto magistralmente eseguito, che fa bene al corpo e al cuore.

Come si prepara: dalla scelta del riso alle operazioni di cottura

Il consiglio è quello anche di metterci le mani, per questo motivo basta seguire pochi passaggi che con un poco di esperienza potrete servire un piatto eccezionale. La prima cosa da fare riguarda la scelta del riso. Esistono infatti molteplici tipologie in commercio. Il consiglio è quello di scegliere la varietà Carnaroli, ma anche Arborio; entrambe sono perfette e la vera differenza riguarda la tenuta di cottura. Per l’Arborio serve più precisione, mentre il Carnaroli tiene maggiormente la cottura e tollererà piccoli errori di valutazione. E poi, la forma e dimensione della padella in questo caso è davvero importante. Meglio una padella bassa e larga in rame o in alluminio pesante (dello spessore di 5 mm) per condurre il calore nel modo ottimale. Ecco che si arriva alla tostatura, che è sempre meglio farla a secco, ovvero senza condimenti, e per pochissimi secondi. Inoltre ricordiamo sempre che il soffritto non è obbligatorio, così come sfumare con il vino, anzi. Se la ricetta lo prevede si procede, altrimenti meglio evitare per non coprire gli eventuali condimenti secondari più delicati come pesce, molluschi o crostacei. Il brodo è da aggiungere man mano, senza esagerare con la quantità, e il risotto va mescolato di tanto in tanto e cotto a fiamma media.

In poche parole va coccolato, curato.

Se l’intenzione è quella di creare una base per poi aggiungere condimenti per esaltarla, è possibile anche cuocere il riso con semplice acqua bollente salata anziché utilizzare il brodo. Infine, arriva il passaggio più interessante: la mantecatura, per cui solitamente si utilizzano parti grasse come burro e formaggio. Spegniamo la fiamma, aggiungiamo i grassi e omogeneizziamo attuando un semplice movimento del polso con in mano il manico della padella. Se non siete esperti, basta fare alcune prove senza imporre troppa forza e, pian piano, vedrete che diventerete bravissimi!

Lasciamo quindi riposare pochi minuti e serviamo (in questa fase, qualora la ricetta lo preveda, è il momento giusto per aggiungere eventuali condimenti secondari, come l’ossobuco ad esempio).

Il risotto giallo alla milanese: uno dei simboli della cucina italiana

Come è ovvio che sia, esistono moltissime discussioni rispetto al modo di prepararlo. Essendo una ricetta tradizionale ognuno ne ha una versione propria, ovviamente sempre giusta. Ma il comune di Milano nel 2007 ha deciso di predisporre un disciplinare e tutelare questa preparazione con una Denominazione Comunale. La ricetta codificata prevede di utilizzare riso Carnaroli o Arborio, poi il midollo di manzo, cotto e tritato, formaggio grattugiato, burro, grasso d’arrosto, brodo, cipolle, zafferano (in busta o pistilli) e sale. Innanzitutto cuociamo il midollo in un padellino per una decina di minuti ed estraiamolo dall’osso con l’aiuto di un cucchiaino. Mettiamolo nella padella con un poco di burro, il grasso d’arrosto, la cipolla tritata e accendiamo la fiamma. Tostiamo a parte il riso e poi aggiungiamolo al condimento e, appena sobbolle, iniziamo ad aggiungere il brodo, mescolando di tanto in tanto. A 2/3 della cottura aggiungiamo lo zafferano in pistilli; se utilizzassimo quello in busta sarebbe bene aggiungerlo alla fine. Una volta pronto, mantechiamolo con il restante burro e il formaggio e, dopo un poco di riposo, è pronto da servire. Il vino non è previsto nella ricetta da disciplinare, ma se piace è bene aggiungerlo per regalare la classica e piacevole acidità. In alternativa si otterrà un piatto decisamente rotondo.

Il risotto alla milanese con ossobuco e gremolada

Questa è una piacevole variante al risotto alla milanese, infatti alla ricetta classica viene aggiunto l’ossobuco cotto a lungo con la sua gremolada, regalando così al piatto una piacevole nota agrumata data dalla scorza di limone. Si utilizzano gli ossibuchi provenienti dal posteriore del vitello tagliati a fette non troppo sottili. Facciamole brasare in olio e burro, sfumiamo con vino bianco e aggiungiamo carota e sedano ben tritati. Aggiungiamo quindi acqua leggermente salata oppure il brodo e cuociamoli per circa 2 ore, con due cucchiai di pomodoro. Il tempo di cottura dipende dalla tipologia di carne e dai propri gusti. A questo punto tritiamo la scorza di limone con un ciuffo di prezzemolo fresco a cospargiamo il composto sopra le carni. Una volta pronto il risotto, appoggiamo l’ossobuco sopra, con la gustosa gremolada.

Il riso al salto, il riutilizzo degli avanzi

Qualsiasi milanese DOC esagera sempre nelle porzioni del risotto. Il motivo non risiede in un errore, bensì nella precisa volontà di preparare il riso al salto: una gustosa frittata o polpetta di risotto, dall’interno saporito e dall’esterno croccante. Il procedimento è semplice: una volta pronto il risotto, disponiamolo su un piatto piano e lasciamolo raffreddare. Prendiamo una padella bassa e ungiamola con del burro. A questo punto mettiamoci il riso avanzato e schiacciamolo leggermente con un cucchiaio. Dopo alcuni minuti, rigiriamolo con l’aiuto di un coperto leggermente oleato e cuociamo anche dalla seconda parte e il nostro piatto è pronto. Possiamo condirlo a piacere, da provare con una sfiziosa fonduta di parmigiano: assoluto!

Total
0
Shares
Share 0
Tweet 0
Pin it 0
Avatar photo
Lara Abrati

Articolo Precedente
  • Carne
  • Cultura del cibo
  • Interpretazione d'autore

Il manzo all’olio: inusuale e allo stesso tempo confortevole

  • 8 Gennaio 2026
  • Lara Abrati
Leggi qui
Articolo Successivo
  • Cultura del cibo
  • Il prodotto

World Cheese Awards 2025-26: lo stracchino di Capoferri è medaglia d’argento

  • 21 Gennaio 2026
  • Lara Abrati
Leggi qui
You May Also Like
Leggi qui
  • Cultura del cibo
  • Il prodotto
  • Latte e formaggio

Non chiamatela fontina

  • Lara Abrati
  • 15 Aprile 2026
Leggi qui
  • Cultura del cibo
  • Interpretazione d'autore

I casoncelli di San Giacomo e la faraona: alla Locanda Pieve di Dello (Bs)

  • Lara Abrati
  • 8 Aprile 2026
Leggi qui
  • Cultura del cibo
  • Interpretazione d'autore

La Pasqua, i dolci alla ricotta e la pastiera

  • Lara Abrati
  • 2 Aprile 2026
Leggi qui
  • Cultura del cibo
  • Dietro le quinte

Ormai lo si trova ovunque: l’aglio orsino, caratteristiche e utilizzi

  • Lara Abrati
  • 25 Marzo 2026
Leggi qui
  • Cultura del cibo
  • Dietro le quinte

Un tour per l’Italia attraverso i piatti della Quaresima

  • Lara Abrati
  • 10 Marzo 2026
Leggi qui
  • Cultura del cibo
  • Interpretazione d'autore

La mela Kissabel: protagonista del risotto con lo Strachitunt DOP

  • Lara Abrati
  • 11 Febbraio 2026
Leggi qui
  • Cultura del cibo
  • Il prodotto

World Cheese Awards 2025-26: lo stracchino di Capoferri è medaglia d’argento

  • Lara Abrati
  • 21 Gennaio 2026
Leggi qui
  • Carne
  • Cultura del cibo
  • Interpretazione d'autore

Il manzo all’olio: inusuale e allo stesso tempo confortevole

  • Lara Abrati
  • 8 Gennaio 2026
Newsletter

Iscriviti alla nostra Newsletter: rimaniamo in contatto!

Con-dire Magazine Con-dire Magazine
Con-dire Magazine: racconti, materie prime, assaggi, luoghi, cibo, persone, eventi.

© Copyright 2025 - P. Iva 03838370165

Privacy Policy e Cookie Settings

Inserisci la chiave di ricerca e premi invio.