C’è una linea sottile che separa chi produce gelato, seppur buono, da chi invece costruisce un’identità attorno al gelato.
Non riguarda soltanto la tecnica o la qualità delle materie prime, ma il modo in cui si osservano gli ingredienti, il tempo e perfino i momenti più quotidiani. Perché oggi il vero artigianato passa sempre meno dalla buona capacità di esecuzione, che rimane un pilastro fondamentale, e sempre più dalla capacità di trasformare intuizioni semplici in qualcosa di personale.
È esattamente la direzione intrapresa da Minù Gelato Creativo, la gelateria di Osio Sotto (Bg) fondata da Andrea Dell’Orco e Monia Gambirasio. Una realtà che negli anni ha scelto di non sposare (come molte gelaterie, fortunatamente) la logica del gelato facile da preparare, mediante l’utilizzo di semi lavorati industriali, per puntare invece su un approccio più diretto, complesso e autentico: lavorare la materia prima nobile, partendo da ingredienti freschi, centrifughe, paste artigianali, salse, infusioni. Questo necessita di bilanciature e continue sperimentazioni, portando anche a errori che si limano solo applicando metodo e analisi.

Un percorso che richiede tempo, competenze, attenzione e, inevitabilmente, rischi. Perché rinunciare alle scorciatoie significa assumersi ogni responsabilità del risultato finale: consistenza, equilibrio, intensità aromatica e persino imprevedibilità.
Del resto Minù non è nuova a questo tipo di ricerca. Negli anni la gelateria ha costruito la propria identità anche attraverso gusti gastronomici e contaminazioni con il mondo della cucina, come nella preparazione del gelato allo zola, nato per accompagnare risotti e formaggi durante le festività natalizie. Un gusto che inizialmente poteva sembrare quasi una provocazione e che invece si è trasformato in una proposta attesa da molti clienti.
Ogni gusto nasce dall’assaggio di un particolare prodotto, da un momento di relax o di viaggio (sì, a loro piace molto scoprire paesi lontano e viaggiare) in cui Andrea e Monia si scontrano con qualcosa che li stupisce: un profumo, una consistenza, un particolare aroma.
È dentro questa modalità che nasce anche uno degli ultimi gusti sviluppati nel laboratorio di Osio Sotto (Bg): non è un gusto gastronomico, ma un gelato dolce da gustare su cono o coppetta. Si tratta del gelato alla crema al formaggio, confettura di cipolle rosse preparata in laboratorio e pane croccante ripassato al burro. Un abbinamento nato dall’assaggio di un crostino durante un aperitivo, ma che ricorda facilmente anche la merenda con pane, burro e confettura: anche se la scelta della cipolla ci riporta facilmente la mente al salato, l’assaggio svela però il contrario.







Questo gusto, come molti proposti da Minù nasce da uno di quegli incroci casuali di esperienza quotidiana che spesso passano senza lasciare traccia e che invece, se osservati con attenzione, possono trasformarsi in qualcosa di nuovo. Perché molto spesso le intuizioni migliori scaturiscono proprio quando la mente smette di cercare forzatamente un’idea e comincia semplicemente ad assaggiare, osservare e collegare.
Dietro al gusto, però, non c’è improvvisazione. C’è metodo. La cipolla rossa viene lavorata per mantenere aroma e sapore senza sovrastare la componente lattica del gelato al formaggio: vanno a braccetto a suon di dolcezza. La crema al formaggio resta morbida e cremosissima, mentre il pane croccante al burro aggiunge contrasto, struttura e ulteriore grassezza: insomma, è l’elemento che permette a questo gusto di viaggiare a una marcia in più.
Uno degli esempi concreti di come la creatività, in fondo, non nasca necessariamente da qualcosa di straordinario. Basta osservare le piccole cose che abbiamo intorno ogni giorno, senza la pretesa di volerci vedere qualcosa, ma con la sensibilità e l’umiltà di lasciare che gli stimoli facciano breccia nel nostro pensiero.
A Minù Gelato Creativo di Osio Sotto (Bg) tutto questo è pratica quotidiana.