A Erbusco, quattro persone con esperienze diverse nel mondo del vino hanno dato vita a un progetto che punta su una produzione contenuta e su una lettura dell’annata. Dopo le prime quattro “Fasi” arriva il Franciacorta Millesimato 2022 DOCG Dosaggio Zero, ottenuto dallo chardonnay del vigneto Valluna e lasciato 34 mesi sui lieviti.
A Erbusco (Bs) e dintorni, la Franciacorta enologica si compone di tante facce, diverse e allo stesso tempo importanti e necessarie. Accanto alle aziende che hanno fatto la storia del territorio, negli ultimi decenni sono nate realtà più piccole, spesso frutto di percorsi personali e di una voglia di misurarsi con il vino in modo diretto. Quaterluna è una di queste.
Il progetto è nato nel 2021 dall’incontro tra Davide Cappelletti, Maurizio Vezzoli, Isabella Metelli e Stefano Maestri. Quattro persone che arrivano da ambiti diversi: Cappelletti è l’enologo, con oltre dieci anni di esperienza in diverse cantine della Franciacorta; Vezzoli è vignaiolo e agronomo e proviene da una famiglia che lavora nel territorio da generazioni; Metelli si occupa della parte amministrativa e commerciale, mentre Maestri segue il settore commerciale e porta nel progetto una passione per il vino maturata nel tempo.

La cantina si trova in via Valluna, a Erbusco, ed è proprio il vigneto Valluna uno dei punti di riferimento del progetto. Poi, le uve provenienti dai vigneti coltivati da Maurizio Vezzoli vengono in parte vinificate direttamente e in parte conferite ad altri produttori, tra cui Quaterluna.
L’idea alla base della produzione è piuttosto semplice: poche bottiglie e due sole tipologie di Franciacorta. Da una parte l’Extra Brut, dall’altra il Millesimato Dosaggio Zero. Una scelta che permette di lavorare sulle differenze delle annate senza cercare necessariamente di riportare ogni vino allo stesso risultato.

È soprattutto attraverso le Fasi che questa impostazione diventa evidente e attraverso cui Quaterluna “racconta” i suoi primi anni. La prima, composta dall’82% di Chardonnay e dal 18% di Pinot Nero, aveva 20 mesi di permanenza sui lieviti. La seconda ha portato il Pinot Nero al 65%, eliminando il dosaggio. La terza è tornata a una prevalenza di Chardonnay, con una parte affinata in barrique. La quarta, in uscita nel 2026, vede invece il Pinot Nero al 58% e lo Chardonnay al 42%. Per tutte le info QUI.
Il nome non è quindi soltanto un modo per distinguere le bottiglie. Le Fasi raccontano il succedersi delle annate e il modo in cui Quaterluna decide di interpretarle, lasciando sempre parlare prevalentemente territorio e clima. La composizione della cuvée può cambiare, così come cambiano le caratteristiche delle uve, la stagione e il lavoro in cantina.
Il nuovo Millesimato nasce da un presupposto diverso. La prima annata è la 2022 e finalmente è disponibile per l’assaggio. In questo caso il punto di partenza è uno solo: lo Chardonnay del vigneto Valluna di Erbusco: l’espressione più pura di quella vigna.
È un Franciacorta Dosaggio Zero e ha trascorso 34 mesi sui lieviti, prima di arrivare alla bottiglia nella sua veste definitiva.

La scelta del Dosaggio Zero e quella di lavorare su una sola varietà sembrano andare nella stessa direzione: lasciare che sia il vino a definire il proprio equilibrio, senza cercare di uniformarlo attraverso il dosaggio. Il risultato è uno chardonnay che punta sulla freschezza e sulla pulizia, con una componente floreale al naso, una buona ampiezza al palato e un finale asciutto. La permanenza sui lieviti aggiunge complessità e struttura, mantenendo comunque il sorso agile.
Il Millesimato rappresenta così un altro modo di leggere il lavoro di Quaterluna. Se le Fasi mostrano quanto possa cambiare una cuvée da un’annata all’altra, questa bottiglia mette invece in primo piano un vigneto e la sua capacità di esprimersi nel tempo.

È un approccio che si ritrova anche nel modo in cui l’azienda incontra il pubblico: le degustazioni vengono organizzate direttamente nella sede di Erbusco (Bs) e hanno un’impostazione dichiaratamente informale: pane fresco, salame nostrano, formaggio, assaggi a sorpresa e conversazione. L’obiettivo è parlare dei vini e della loro evoluzione senza costruire intorno alla degustazione un’atmosfera troppo formale.
Anche questo contribuisce a definire la dimensione di Quaterluna. Non una grande struttura produttiva, ma una realtà molto legata alle persone che l’hanno creata e al territorio nel quale si trova.
Il progetto è giovane e probabilmente è proprio questo il suo elemento più interessante. Le prime Fasi hanno già mostrato la volontà di non fissare una formula immutabile; il Millesimato aggiunge ora una lettura più concentrata sullo Chardonnay e sul vigneto Valluna.
A Erbusco, dunque, Quaterluna continua a costruire la propria identità un’annata alla volta. Con una produzione contenuta, quattro persone con competenze diverse e il tempo necessario perché le uve diventino Franciacorta.